I salinai

Ad Aveiro
il mare non è mai dimenticato.
Qui, nelle nostre mani, si nasconde
in crepe e fessure della pelle.
Lenti, raccogliamo, incessanti
mentre gli anni passano e sfioriscono,
questa polvere – mandandola col vento
a riva, a posarsi su case coperte
di visi benevoli, rivolti
alle onde. A filtrare tra le pietre
del selciato – saltelli di giochi infantili –
dove nave, àncora e pesce
si danno un cambio immobile e perpetuo. Questo,
raccogliamo, il sudore della terra, o
le lacrime del Portogallo – lo ammassiamo,
freddo e scintillante cumulo di bianca
tragedia. Come i marinai, siamo
sempre in attesa, che la marea esali
l’ultimo respiro, lasciando sottile
farina di ossa dietro di sé.

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The Salt Makers translated by Francesca Spinelli for Internazionale (February; Issue 987)

 

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